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Duos nouvas ouvras cun poesia valladra
in: POSTA LADINA, 20 avuost 2019
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Flurin Andry: Il blau e l'amur pel misterius e mistic
Prevernissascha a Sent.
La Quotidiana, 9-9-19
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Esther Krättli: Discurs cun Mevina Puorger davart «La chastlauna» da Selina Chönz, RTR, Magazin da cultura, 4.11.2017
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Martina Shuler-Fluor: Sur temp e spazi – ün'istorgia d'emancipaziun, LQ 21.12.2017
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Valeria M. Badliatti: La chastlauna da Selina Chönz
Recensiun in Litteratura 37: 151-52, URL 2018
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Duos nouvas ouvras cun poesia valladra
in : POSTA LADINA, 20 avuost 2019
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ANNATINA FILLI:PLEDS CUN ÜN CLING MODERN
Resun e preschantaziun dal cudesch da poesias 'tinnitus tropic' da Flurina Badel
(La Quotidiana, 3-9-19)
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'tinnitus tropic' da Flurina Badel
in: La Quotidiana, 3-9-19
Annatina Filli
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13.05.2017 RTR Magazin da Cultura, Intervista dad Esther Krättli cun Mevina Puorger.
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Martina Shuler: Chi chi tschercha chatta, LQ 21.6.2017
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Flurin Andry, Vierv ladin revais e reedi, LQ 23.5.2017
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Flurin Andry: Fascinada da las melodias da pleds e notas, LQ, 2.12.2016
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Fadrina Hofmann: Neue Gedichte über eine Welt der Zwischenräume, Südostschweiz | Freitag, 16. Dezember 2016
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Maya Höneisen: Magie zwischen Nacht und Tag, Bündner Tagblatt am Wochenende 6. Mai 2017
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Fadrina Hofmann: Viel Lob für die literarische Suche nach den Wurzeln, Südostschweiz am Wochenende 3. Juni 2017
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Marga Secchi: Il corn da puolvra dad Abraham ed oters raquints / Nouva ediziun dals raquints da Vonmoos (1868-1940), LQ 7-12-15
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Intervista dad Esther Krättli cun Mevina Puorger
La nouva ediziun dals raquints da Schimun Vonmoos
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Fadrina Hofmann: Schimun Vonmoos. Pfarrer, Schriftsteller, Patriot, Südostschweiz, Dez. 2015
20151122 Suedostschweiz, Schimun Vonmoos
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Gian Paolo Giudicetti in:Quaderni grigionitaliani, anno 88°, 2-2019

Ugo Foscolo, Sonette Italienisch-deutsch, editionmevinapuorger, Zurigo, 2018

 

La casa editrice editionmevinapuorger, nota soprattutto nell’ambito della letteratura romancia, ha pubblicato una nuova traduzione in tedesco dei sonetti di Foscolo, con testo originale a fronte. L’autore delle traduzioni è Christoph Ferber, che negli ultimi anni ha tradotto poesie di alcuni tra i maggiori poeti italiani e svizzeroitaliani, tra cui Remo Fasani (Der reine Blick auf die DingeIl puro sguardo sulle cose, Limmat, Zurigo, 2006).

 

Con le sue traduzioni Ferber cerca di conciliare due obiettivi: essere sufficientemente vicino al testo italiano per permettere al lettore germanofono di comprendere, verso per verso, parola per parola, la poesia originale, e una ricreazione poetica volta a ritrovare, almeno in parte, il tono e la densità fonetica e semantica dei sonetti di Foscolo, una traduzione cioè che grazie alle qualità letterarie del traduttore svolga la funzione di garantire “la sopravvivenza delle opere” (Benjamin, Il compito del traduttore), una traduzione che non sia troppo trasparente e non eviti le sfide che il testo di origine lancia alla lingua di destinazione.

 

Ferber ha colto anche nel passato sfide avvincenti per un traduttore, risolvendole con abilità, cosí la traduzione di alcune poesie di Giovanni Orelli che comportavano una dimensione ludica. Nomi propri. Onomastica ticinese, in cui 65 cognomi ticinesi formano un sonetto, per esempio ai versi 3 e 4 “Lunghi con Bassi Corti con Altoni / Grandi Piccoli Rondi Grossi Grassi”, ai versi 10-11 “Colombo Bo Topi Tasso Gallina / Ragni Lepori Lupi Orsi Cavalli”, è trasposta da Ferber in Eigennamen. Zürcher Onomastik, che comincia “Schmid Schnyder” e trasforma le assonanze semantiche in assonanze foniche. In ogni verso i cognomi iniziano con la stessa lettera: “Fretz Frischknecht Fröhlicher Friedli” (Vom schönen Horizont, Limmat, Zürich, 2003, v. 4); “Schüepp Schäppi Schneebeli Schmidli” (v. 8). Un altro esempio di traduzione flessibile con mutamenti radicali necessari anche sul piano del significato è quello citato da P. Montorfani in una recensione (‘Giornale del Popolo’, 18 luglio 2009) a un volume di poesie di De Marchi tradotte in tedesco da Ferber. In La domenica sportiva De Marchi scrive: “La domenica sportiva // ‘E quàtter ... Ma roba de matt!’, / ripeteva con l’erre molto arrotata, / ‘Ma roba de matt, de matt, / l’è roba de matt’. // L’Inter perdeva in casa con la Roma, / prima due poi tre poi quattro a uno”. Ferber traduce cosí: “Sport am Sonntag // ‘Und viär... Isch ja Wahnsinn!’, / wiederholte er mit gedehntem A: / “Das gid’s ja nid, isch ja Wahnsinn, / isch Wahnsinn”. // Basel verlor zu Haus gegen Thun, / zwei-eins, dann drei-eins und vier-eins”.

 

Anche traducendo i sonetti di Foscolo Ferber riesce a interpretare il testo italiano rimanendo all’interno del perimetro di libertà che esso impone. Potrebbe criticare le traduzioni di Ferber solamente chi sapesse proporre alternative migliori. Si intuisce che quando Ferber si è allontanato in maniera particolarmente visibile dalla lettera dei sonetti italiani una traduzione letterale sarebbe stata, in tedesco, troppo banale o avrebbe stonato nel nuovo contesto. Si tratta, spesso, anche di una questione di equilibrio. Alcuni elementi che si è costretti a perdere traducendo una parte del sonetto di partenza sono ricuperati in un’altra parte.

 

Il sonetto IV di Foscolo in italiano ha accenti petrarcheschi e si fonda sulla contrapposizione tra il silenzio legato al pudore del sentimento amoroso e la narrazione poetica, rivolta in un luogo solitario al fiume, un tu che sostituisce solamente in parte il lei assente, l’amata, descritta in lontananza secondo modalità classiche. In tedesco la seconda strofa, in cui si ripete il tu, è piú enfatica, invece manca la notte, e piú enfatico è il v. 14 a causa della ripetizione di Liebe, la quale compensa però il fatto che nella poesia italiana amore si trovi in posizione finale, quindi privilegiata.

 

Nel sonetto I la rappresentazione del movimento, in antitesi alla “fatal quïete” del v. 1, svolge un ruolo dominante, infatti la sera diventa cara all’io venendo e in rima ci sono parole di movimento e inquietudine come vieni, inquïete, meni, fugge, strugge, rugge – in opposizione a dorme –. In tedesco geliebtes, che traduce il cara italiano, è sintatticamente l’Abbild, piú statico e le parole finali dei versi solamente negli ultimi versi riproducono il movimento, legato anche al forse e al vielleicht che cominciano i primi versi e implicano, come spiega Güntert nella postfazione, “un’esitazione, un’interrogazione”, che nel corso del poema diventa “certezza” (p. 41). Per il resto le parole finali dei versi tedeschi svolgono ripetutamente un’altra funzione, per esempio quella di conferire una densità fonica al testo, cosí Abend alla fine del v. 2 risuona con Abbild di poco prima.

 

Il secondo sonetto in italiano è dominato dalla morte, quella di una parte di sé e quella, enunciata nell’ultima parola, a cui l’io rinuncia, sebbene ne sia attratto, perché la sete di gloria, la pietà filiale e la viltà lo trattengono ancora al mondo. Tra la vita passata e la vita presente c’è una cesura sottolineata dalla struttura duale sintattica e metrica, che conferisce al poema una durezza in tedesco attenuata dalla tripartizione del v. 2 e dall’assenza di Marte alla fine del v. 5. Questo processo di attenuazione è in parte compensato dalla posizione privilegiata di Grabe e dall’assenza del termine speme alla fine della prima quartina.

 

Il sonetto VII è composto in buona parte dall’accumulazione ritmata delle caratteristiche dell’io, fino alla conclusione contrassegnata dalla morte, dal riposo (cfr Güntert, p. 42). La traduzione segue un altro ritmo, che non può essere stringente come quello italiano e viene turbato dall’enjambement del v. 2, ma trova un esito interessante negli ultimi due versi.

 

L’ultimo esempio che si cita è quello del sonetto IX, denso di confronti tra il passato e il presente, che non si ricongiungeranno (v. 1), tra Zacinto e le onde in cui si specchia, tra Zacinto e i luoghi dell’esilio di Ulisse, entrambi cantati da Omero, tra Ulisse e l’io, che non tornerà in patria. Gli enjambements che collegano le strofe rendono i legami semantici piú intensi e, come scrive Güntert, “i temi delle prime tre strofe – infanzia, mito e poesia – sono intimamente connessi” anche dal profilo sintattico, infatti le prime tre strofe costituiscono un unico periodo (p. 40). La traduzione rispetta gli enjambements e, sebbene costretta alla modifica dell’ordine all’interno dei versi, conserva una forte opposizione tra le prime e le ultime parole del sonetto (Die heiligen Gestadesterbe). Nelle terzine italiane rimano sventura e sepoltura, esiglio e figlio, in quelle tedesche a fine di verso sono in contrasto Heimkehr e la Muttererde da cui l’io rimarrà lontano.

 

Gli esempi che abbiamo proposto e che si sono concentrati sui vocaboli che si trovano in posizione privilegiata potrebbero essere accompagnati da esempi stilistici di altro tipo che mostrino come, nonostante gli ostacoli posti dalla densità stilistica e dal classicismo dei sonetti di Foscolo, Ferber sia riuscito, con un’architettura complessa di equilibri e compensazioni, a permettere al lettore tedesco di intuire i significati e gli orientamenti stilistici dei sonetti originali, seguiti da una postfazione di G. Güntert, che racconta in modo chiaro al lettore germanofono la vita di Foscolo, in particolare situandola nel contesto politico dall’epoca, sottolineando per esempio il disappunto di Foscolo per la perdita di indipendenza di Venezia, che con il trattato di Campoformio diventò territorio austriaco, la milizia nella Guardia Nazionale della Repubblica Cisalpina, che lo condusse a combattere a fianco dei francesi, l’interdizione della tragedia Ajace a causa di “presunti contenuti antinapoleonici” (p. 37), l’esilio successivo alla caduta di Napoleone e all’occupazione austriaca dell’Italia settentrionale. Dopo un anno trascorso a Hottingen Foscolo arrivò in Inghilterra, dove sarebbe vissuto fino alla morte, spesso in difficoltà economiche. Güntert ricorda anche il valore dei saggi critici e delle traduzioni dal latino, dal greco e dall’inglese di Foscolo e definisce in pochi paragrafi il significato dei Sepolcri. Sulla strada dell’esilio Foscolo soggiornò anche in Mesolcina. Di questo soggiorno e della corrispondenza tra Foscolo e Clemente a Marca, che lo ospitò, si occuparono anche alcuni studi pubblicati in questa rivista, in particolare Boldini, Mesolcina e mesolcinesi nell’epistolario del Foscolo, ‘Quaderni grigionitaliani’, 1967, pp. 130-46; Caruso, Ugo Foscolo e i Grigioni, ‘Quaderni grigionitaliani’, 1990, pp. 210-21; Gir, Ugo Foscolo a Roveredo (Grigioni), ‘Quaderni grigionitaliani’, 1995, pp. 20-4, ai quali si accompagnò Die Briefe von Ugo Foscolo an Clemente Maria a Marca di Leonarda von Planta, pubblicato nel ‘Jahresbericht der Historisch-Antiquarischen Gesellschaft von Graubünden’, 1977, pp. 34-9.

 

 

 

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La Quotidana, Annatina Filli, 14.11.2018
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Intervista dad Esther Krättli cun Mevina Puorger
La reediziun da 'Scuvierta da l'orma' da Selina Chönz
Magazin da cultura 17-11-2018
KRÄTTLI, ESTHER - LITTERATURA PER MDC 1
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